Tribuna di Treviso 4 settembre 2006
Secessione all'ombra del tanko
Prima apparizione pubblica per il blindato alla Festa dei Veneti di Cittadella.
Parte da Padova il progetto di un partito dei movimenti venetisti Secessione
all'ombra del "tanko" Traditi da Bossi, uniti dal simbolo
dell'assalto al campanile di San Marco La replica di Conte "Li abbiamo
inquadrati cercano solo poltrone" PADOVA. Proposta politica all'ombra del
"tanko", icona dell'assalto dei Serenissimi al campanile di San
Marco. Tirato a lucido dopo 9 anni di oblio e in mostra ieri alla Festa dei
Veneti a Cittadella, dopo la secessione di una trentina di leghisti dell'Alta
padovana che qualche giorno fa hanno stracciato la tessera di un partito che
accusano di non essere più movimento. A farsi promotore del progetto politico,
che ha preso spontanemante forma negli ultimi giorni tra i gruppi, le
associazioni, i movimenti venetisti compresi quelli (una cinquantina) convenuti
a Cittadella per la Festa, il consigliere comunale di San Giorgio in Bosco
Renato Bobo Miatello, portavoce ieri a Cittadella semplicemente come veneto tra
i veneti, convinto di interpretare il sentire diffuso di una base sempre meno
"leghista" e sempre più "lighista": è tempo di raggruppare
i movimenti venetisti in un unico partito che si occupi di far sentire la voce
dei veneti. "E chiedo a tutti quelli che si riconoscono veneti, leghisti e
non, di far sentire la nostra voce insieme - spiega Miatello - Lancio un
messaggio al sindaco di Cittadella Massimo Bitonci, che inviti gli altri comuni
ad attivarsi in un unica forza, in virtù di questa svolta politica",
prosegue Miatello, riferendosi al terremoto scatenato nel Camposampierese
dall'azzeramento di sei sezioni leghiste. "La gente si aspetta un modo
diverso di fare politica, il malumore parte dalla voglia di giustizia, i
cittadini vogliono che una parte considerevole di ciò che produciamo resti in
Veneto, non le briciole che impongono l'aumento delle tasse comunali". A
Cittadella, "feudo" del segretario provinciale leghista Maurizio
Conte contestato dai "ribelli" camposampieresi, molti ieri volevano
solo fare festa, altri ignoravano i "veleni" della vigilia. "Bisogna
ripartire dalla gente, dalla nostra identità di veneti" ammoniva un
pensionato di San Donà di Piave. "Bossi non doveva dire sì anche
all'indulto, i delinquenti poi ce li troviamo in casa a derubarci"
inveisce una signora di San Martino di Lupari. "Sarebbe ora di avere
l'autonomia come il Trentino, ma non ce la concedono perchè siamo una delle
poche regioni che mantengono l'Italia". Emerge da più parti un profondo
disagio verso il partito "di riferimento". E persino verso il leader
finora indiscusso: "A Bossi interessa la poltrona come gli altri. Si è
dimenticato degli inizi, quando voleva la secessione da Roma ladrona: ormai ci
si è accasato pure lui". Più di 20.000 ieri hanno fotografato e osservato
il "tanko Serenissimo", girato tra i gazebo di prodotti tipici e
artigianali, ammirato gli antichi mestieri rappresentati nelle vie del centro
degustando birra e vino nostrani e facendo incetta di bandierine omaggio. Una
trentina le richieste al "Comitato di Sostegno degli 8" da comuni che
vorrebbero esporre il "tanko", "scartato" ieri mattina dopo
l'alzabandiera della Milizia veneta davanti a una gigantografia di Giuseppe
Segato "patriota veneto", l'ideologo dei Serenissimi recentemente
scomparso, e l'effige del leone. Le polemiche della vigilia per l'autoblindo
protagonista dell'assalto al campanile di San Marco nel '97 non hanno
intimorito gli organizzatori della Festa dei Veneti, né provocato il ritiro dei
patrocini delle Province di Venezia, Belluno e Rovigo. La Lega degli esclusi
sbatte la porta e se ne va? Quella ufficiale risponde con un imponente
schieramento di forze e mega manifestazioni. A Vigonza, in provincia si Padova,
il 16 settembre ci sarà anche Umberto Bossi. L'occasione è la "Riscossa
Veneta", due giorni organizzati dalla sezione locale nel Castello di
Peraga. Prima, però, a San Martino di Lupari in piazzale Europa, dal 7 al
10 settembre, la "Sagra Padana" con un comizio dello
"sceriffo" Giancarlo Gentilini e la selezione provinciale di miss
Padania. A Vigonza, Bossi interverrà a mezzogiorno di sabato 16 settembre
all'incontro coi leader veneti sul tema "Una grande Lega per i
Veneti". Ci saranno anche il segretario Giampaolo Gobbo, il senatore
Stefano Stefani, gli onorevoli Giampaolo Dozzo e Federico Bricolo, il
presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro. "La Lega è vitale,
crede nei valori, ha obiettivi chiari e la capacità di dare risposte alle
categorie mantenendo ferma l'opposizione all'arrivo incontrollato di
clandestini. Anzi, siamo ben contenti che certi personaggi se ne siano andati.
Li avevamo inquadrati da tempo - dice Conte - Chiedevano solo poltrone e
battevano i pugni per averle".